Cecilia Frosinini

Laurea e specializzazione in Storia dell’Arte, presso l’Università degli Studi di Firenze.

Dal 1990 è entrata come funzionario storico dell’arte presso l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze (Ministero della Cultura), dove ha lavorato per più di trenta anni ricoprendo vari incarichi, fra cui direttore del settore di Restauro Dipinti, del settore di Restauro dei Materiali Cartacei Membranacei e Fotografici, direttore del settore di Restauro delle Pitture murali e Stucchi. Dal 2021 è in quiescenza, ma continua a svolgere collaborazioni scientifiche con l’Opificio. Ha avuto due fellowship presso il CASVA (National Gallery of Art di Washington D.C.): A. B. Mellon Fellow nella primavera 2012 e E. J. Safra visiting professor nella primavera 2013. È membro del Comitato Scientifico delle Gallerie degli Uffizi. È Accademico d’Onore dell’Accademia delle Arti del Disegno, Firenze. È associato del CNR-INO di Firenze. È professore a contratto presso l’Università Cattolica di Milano, l’Università di Pisa e l’Università degli Studi di Firenze, per corsi sulle tecniche artistiche e sull’uso delle tecniche di indagine nel campo della conservazione dei beni artistici e storici. Ha partecipato come membro del comitato scientifico e come curatore a numerosi convegni e mostre di ambito internazionale.

È stata membro del Comitato Scientifico del restauro della Vergine e Sant’Anna al Louvre. Ha tenuto conferenze presso molte istituzioni culturali internazionali, tra cui il Metropolitan Museum of Art (NYC), la Virginia University, lo Yale Conservation Center di New Haven (USA), il Musée du Louvre, la National Gallery di Londra, la Leonardo Society di Londra, il Kunsthistorisches Institut di Firenze, la Renaissance Society of America, la Fondazione Berenson- Harvard University- Villa I Tatti a Firenze, la Nàrodni Galerie di Praga, l’Isabella Stewart Garden Museum di Boston. Ha al suo attivo oltre 200 pubblicazioni su argomenti di storia dell’arte e loro integrazione con lo studio delle tecniche artistiche. Ha al suo attivo un’ampia casistica di ricerca sulla tecnica dell’underdrawing nei dipinti italiani medievali e rinascimentali, risultando una delle poche storiche dell’arte, di formazione tradizionale, impegnate nel campo delle indagini scientifiche.